I cambiamenti tecnologici e sociali trasformano il volto umano. Da luogo unico e irripetibile sulla cui diversità si fonda il riconoscimento reciproco, il volto comincia a tendere verso un’uniformità priva di tempo e di passione. Le facce si moltiplicano e si modificano nei nostri avatar, negli androidi, nella chirurgia estetica, nelle tante versioni ritoccate sia fisiche che digitali. Nel frattempo l’intelligenza artificiale sviluppa tecniche sempre più raffinate per il riconoscimento facciale e le piattaforme digitali traggono letteralmente profitto dalle nostre facce e dalle loro riproduzioni. Il volto reale, il volto digitale, il volto robotico e il volto intenzionalmente trasformato sono tutti profondamente influenzati dalla pulsione a cancellare l’idea del tempo e a eliminare il ricordo della morte. Ma il rischio è rinunciare proprio a ciò che, in fondo, la vita è: lo scorrere del tempo vissuto coscientemente.

Cosa comporta tutto questo per le relazioni interpersonali e per la società in generale?

Quale ricaduta ha sulle nostre vite?
La scomparsa del ‘vecchio’ volto sarà senza conseguenze la collettività?

Attraverso l’idea del volto come patrimonio per l’umanità, il progetto Volto Manifesto invita tutti e tutte a un dialogo collettivo e condiviso sul tema del volto umano in trasformazione e del suo ruolo unico e irripetibile per le relazioni e la società.

Per cominciare, ecco il Volto-Manifesto

Scarica il Manifesto